5/29/2008

IL VICINO ROM

Sempre per riattivare il cervello in questi giorni di follia collettiva che sta vivendo questo paese, vi propongo un articolo molto interessante di un giornale online che si chiama lavoce.info. Non condivido tutto quello che dicono, ma sono una delle poche fonti giornalistiche chiare in questo paese che non usa la demagogia ma che tenta di riallacciare i fili di un ragionamento lineare e sensato.... è in basi a discussioni come questa che anche a sinistra possiamo riallacciare i fili di una proposta di società diversa...

IL VICINO ROM

di Maurizio Ambrosini 20.05.2008

Dal punto di vista dei numeri, non c’è ragione di lamentare "invasioni" di rom e sinti nel nostro paese. Piuttosto sono assai problematiche le politiche adottate per la gestione di queste minoranze. Nel migliore dei casi si sono allestiti i campi nomadi, diventati oggi un aspetto saliente del problema. Servono invece soluzioni abitative plurime, negoziate con i diretti interessati e con le comunità locali. E progetti più ampi, con il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei destinatari, la condivisione di regole, la presenza di figure di mediazione e accompagnamento.

Secondo le ultime stime disponibili, di Caritas-Migrantes, in Europa vivono all’incirca 9 milioni di rom e sinti, di cui meno di 2 milioni nell’Europa Occidentale. Tra i paesi più interessati dal fenomeno, troviamo la Spagna con una popolazione compresa fra le 650mila e le 800mila unità, la Francia con valori stimati tra 280mila e 340mila, la Grecia, tra 160mila e 200mila.

Per l’Italia, i dati si attestano intorno alla cifra di 120-150mila unità, e dunque pur aggiungendo un incremento in seguito all’ingresso nell’Unione di nuovi paesi membri come Bulgaria e Romania, dal punto di vista quantitativo, il nostro paese non avrebbe molti elementi di fatto per lamentare un’insopportabile invasione delle minoranze più stigmatizzate d’Europa.

Sarebbe bene, fra l’altro, parlarne al plurale, giacché si tratta di un mosaico di popolazioni per molti aspetti diverse: nazionalità, data di arrivo, religione, e così via. Quasi la metà, oggi, è presumibilmente in possesso della cittadinanza italiana, a volte da secoli; l’altra parte, è composta da gruppi stratificati per titoli di soggiorno e dotazione di diritti, con una cospicua quota di neo-comunitari, insieme a rifugiati, apolidi, stranieri in possesso o meno di permesso di soggiorno. Anche l’etichetta “nomadi” traduce più un pregiudizio che una situazione di fatto: solo una minoranza, compresa tra il 15 e il 30 per cento, conduce ancora una vita itinerante; molti non sono più nomadi da tempo, o non lo sono mai stati.

IL (NON) GOVERNO DELLA QUESTIONE

Il caso italiano si rivela invece assai problematico se prendiamo in considerazione le politiche indirizzate alla gestione delle popolazioni rom e sinte. Qui due considerazioni si impongono.

1) Come ha ricordato nell’autunno scorso Barroso, a nome dell’Unione europea, l’Italia non ha richiesto fondi comunitari per realizzare politiche rivolte a rom e sinti, a differenza della Spagna e di altri paesi. Del resto, si potrebbe chiosare, in varie regioni nel passato i fondi disponibili non sono stati richiesti dai comuni, per nulla intenzionati a realizzare strutture d’accoglienza o altri servizi per questi scomodi vicini di casa.

2) La misura più diffusa, nei casi benintenzionati, per intervenire sulla domanda abitativa di queste minoranze consiste nell’allestimento dei cosiddetti “campi nomadi”, che col tempo però da soluzione sono diventati un aspetto saliente del problema. Per citare solo una delle molte critiche avanzate da istituzioni internazionali, il comitato delle Nazioni Unite sull’eliminazione della discriminazione razziale (1), aveva notato nel 1999: “In aggiunta alla frequente mancanza dei servizi di base, l’abitare nei campi porta non solo alla segregazione fisica della comunità rom dalla società italiana, ma anche all’isolamento politico, economico e culturale”.
L’emergenza rom di oggi, e la percezione diffusa di insediamenti selvaggi e minacciosi, ha dunque a che fare con il mancato governo della questione, con la carenza di investimenti appropriati, con l’insistenza su misure ghettizzanti e stigmatizzanti. Nella maggior parte dei casi, si è preferito ignorare il problema, sperando che rom (e sinti) andassero ad accamparsi in un altro comune. Alla fine, il sonno della politica si è ribaltato nella politicizzazione dal basso della questione, con le rivolte dei residenti, gli incendi dolosi e la caccia a donne e bambini terrorizzati: prima dei fatti di Napoli, ricordiamo quelli di Opera.
Malgrado l’opinione diffusa, espellere i rom è tutt’altro che semplice, salvo violare norme europee e garanzie costituzionali. Basti pensare all’alto numero di minori. Neppure sgomberi e allontanamenti risolvono il problema: si limitano a spostarlo, o a riprodurlo in maniera ancora più precaria e derelitta.

D’altronde, anche affrontare l’argomento nominando un “commissario per i rom” suona in maniera inquietante, perché individua una minoranza etnico-linguistica come destinataria di misure ad hoc.

AL DI LÀ DEI CAMPI

Il conflitto apparentemente insolubile tra popolazione maggioritaria e installazione di gruppi rom e sinti in appositi “campi” richiede di spostare la discussione su un altro piano, ponendo a tema il superamento o almeno la flessibilizzazione della forma-campo, inteso come insediamento eterodiretto, numeroso, istituzionalmente controllato, di fatto permanente, collocato ai margini dei contesti urbani, scollegato da interventi adeguati di integrazione e promozione sociale. Servono invece soluzioni abitative plurime, negoziate con i diretti interessati e con le comunità locali. Servono poi progetti più ampi, che comportino il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei destinatari, la condivisione di regole, la presenza di figure di mediazione e accompagnamento. Serve la repressione dei comportamenti illegali, senza criminalizzazioni collettive e pregiudiziali. Serve l’impegno di associazioni e operatori dotati di competenze specifiche. Serve l’investimento in progetti di avvio al lavoro e alla microimprenditorialità.

Il 2008, anno europeo contro le discriminazioni, è cominciato male e continuato peggio, ma potrebbe ancora conoscere uno scatto d’orgoglio, o meglio, di aderenza ai valori della nostra civiltà.

(1)Cerd, Committee on the Elimination of Racial Discrimination.

5/26/2008

Belpaese 2008: grida nel silenzio

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese. I campi rom di Ponticelli in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una impressionante fotografia dell'Italia 2008.
«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, nel 2002, all'approvazione della legge Bossi-Fini.
Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento nella società italiana, con la xenofobia cavalcata dalla Lega, vera vincitrice delle elezioni e incarnata oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici). Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza.
Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale( l'11% della popolazione consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L'Onu prevede che entro il 2050 avremo un miliardo di rifugiati per i cambiamenti climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando loro?
Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare , ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai rom come se fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano rom!). Noi abbiamo fatto dei rom il nuovo capro espiatorio.
Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all'estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos'è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro «Paradiso»? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell'Africa all'Europa.
Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le «adozioni da vicino»? Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste? E quand'è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, che da una vita si è impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo . Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler: «Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom non ho protestato perché non ero un Rom.Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo... Quando alla fine sono venute ad arrestare me non c'era più nessuno a protestare».
Non possiamo stare zitti, dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese, ma soprattutto quello dell'umanità, anzi della vita stessa. Diamoci da fare perché vinca la vita.

Alex Zanotelli


2/22/2008

Happy Thinking Day!!!

Tanti auguri per la Giornata del pensiero!!!

2/19/2008

La Compa compie 8 anni!



Ho bisogno dello zaino
E della pazienza del cammino.
Ho bisogno di avere sete
E di avere fame
Ho bisogno di piantare il rifugio
e alla sera di spiantarlo
ogni mattina.
Ho bisogno del silenzio
Dei pezzi di strada fatti senza parole,
per accorgermi
che non devo avere paura di nulla,
nemmeno della mia debolezza


Buon Cammino Compagnia Vidar!

2/16/2008

Si riapre il campionato!!!

La Federazione Italiana Rugby ha deciso che quest'anno ai playoff ci vanno le prime 2 squadre del girone!!!! Quindi il Rugby Bari ha ancora la possibilità di "giocarsela"! Iniziamo Domenica allo stadio "Delle Vittorie" (ore 14.30) contro il Catanzaro....Quindi, anche se si preannunciano temperature tutt'altro che primaverili, fate un salto...ne varrà la pena!

1/24/2008

I 60 anni dalla Costituzione

Quando penso alla Costituzione, non posso non ricordare quello che disse il grande Pietro Calamadrei:
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione".

1/22/2008

Ciao Bulow!

In questi momenti così tristi per l'Italia, dove ministri e politici fanno cadere Governi a causa di vicende simil-familiari e di clan... è venuto oggi a mancare un grande Compagno...uno di quelli che ha fatto la resistenza..Arrigo Boldrini, nome di Battaglia Bulow (come il generale che fermò le truppe napoleoniche nell'800).
Boldrini è stato comandante della 28° brigata che ha liberato dai nazifascisti Ravenna, medaglia d'oro al valor militare e padre costituente che ha continuato per anni il suo impegno civile nel parlamento tra le file del PCI.
Pajetta l'ha definito "un eroe. Non è il soldato che ha compiuto un giorno un atto disperato, supremo, di valore. Non è un ufficiale che ha avuto un’idea geniale in una battaglia decisiva. È il compagno che ha fatto giorno per giorno il suo lavoro, il suo dovere; il partigiano che ha messo insieme il distaccamento, ne ha fatto una brigata, ha trovato le armi, ha raccolto gli uomini, li ha condotti, li conduce al fuoco".
È stato anche lo storico presidente dell'ANPI (l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e persona che pr anni si è battuto per fare si che i valori della Resistenza, della Libertà e della Democrazia espressi nella Costituzione divenissero realtà nel nostro paese..
Oggi lui se ne và e con lui se ne và anche un altro pezzo di Italia, di quella buona che ci ha fatto essere fieri di essere italiani e il cui esempio è fondamentale anche in questi tempi bui...
Ciao Bulow!

1/15/2008

Bruxelles Mon Amour!!

Ho inaugurato il mio anno "volante" con un bel Tour de Force! Prima a Reggio Emiia per la riunione del Settore internazionale del CNGEI e poi di corsa...lottando contro gli scioperi di trenitalia....verso BRUXELLES!! che notoriamente dà il meglio di sè a Gennaio...
Comunque l'occasione questa volta è stato il primo incontro tra European Youth Forum, Commissione Europea (DG EAC) e Consigli Nazionali della gioventù e per il Forum Nazionale dei Giovani c'ero anche io....
Il tutto per rilanciare il dialogo strutturale tra ONG giovanili ed istituzioni, anche in vista della revisione di importanti provvedimenti come per esempio la Strategia di Lisbona ed il Patto Europeo della Gioventù...
è importante che la commissione abbia capito l'importanza di allargare la base del dialogo e che sopratutto individui nei Consigli nazionali un alleato importante nel fare in modo che i governi mettano in pratica gli impegni sulle youth policies che vengono decisi a Bruxelles nell'ambito del Metodo Aperto di Coordinamento tra stati....Ma bisogna fare ancora molta strada per trasformare il Dialogo strutturale in qualche cosa che metta realmente in pratica quelle sinergie necessarie a dare risposta ai bisogni e alle domande dei giovani in Europa.
Dobbiamo passare dai proclami, dalla politica degli eventi ad un approccio basato sulla democrazia partecipativa e "dal basso" .
Per ora certamente già il fatto che qualcosa si muova nelle istituzioni è importante e anche noi dobbiamo essere pronti..
Infatti per essere ascoltati bisogna anche essere in grado di avere qualcosa di interessante da dire...e dobbiamo lavorare sempre di più per intercettare realmente i bisogni della nostra generazione, dal Baltico al sud italia, da quelli sommersi dalla monnezza a quelli che vivono tra i merluzzi in Norvegia...

1/08/2008

Oggi..

Oggi ne sono più convinto di ieri! è un gesto di bontà che salverà il mondo!

12/14/2007

IIIrd European School Student Convention


Back to OBESSU life!
Dopo quasi un'anno dalla General Assembly del 2006, sono stato invitato a dare una mano per la III Convention dell'OBESSU a Roma, 2 anni dopo la prima convention che abbiamo fatto a Campobasso sempre a Dicembre del 2005. è stato strano tornare, perchè finchè non lo fai non ti rendi conto quanto tempo è passato e quante cose possono cambiare in un anno e mezzo. Possono cambiare le persone, ma il progetto rimane sempre lì, e come ci sono stato io ora ci sono altre persone che cercano di riuscire nell'impresa di costruire un pezzo d'Europa partendo dagli studenti. Comunque è stata proprio bello! Io personalmente ho dato un input nel gruppo di lavoro su rappresentanza e partecipazione, portando le esperienze concrete di Structure Dialogue e Comanagement delle youth policies a livello Europeo. Per il resto la convention (che è stata inaugurata nel 2004 a Campobasso) continua ad avere un conmpito fondamentale per lOBESSU: costituire un luogo di confronto con gli altri Stakeholders e le istituzioni europee sulla scuola e il suo ruolo nella società di oggi. L'unica nota stonata è forse stata la politica italiana e il non aver saputo investire in questo evento come si sarebbe potuto per rilanciare il tema della partecipazione in Italia partendo anche dalle esperienze degli altri paesi Europei.... Comunque subito dopo c'è l'Assemblea programmatica del Forum Nazionale Giovani e la Study Visit all'FNG del Forum Europeo della gioventù..... Sperando di arrivare sani a Bari per le feste!!!

11/28/2007

Kandersteg!

Ciao a Tutti,
sono appena tornato dall'external relations family meeting di WOSM , l'organizzazione mondiale dello scautismo in cui sono volontario per la regione Europa. Infatti da Ottobre, quando il CNGEI mi ha candidato, faccio parte del gruppo di persone che cura le relazioni di WOSM con le altre associazioni della società civile, le associazioni e le istituzioni europee, tra cui il Consiglio D'europa, lo Youth forum ecc. ecc. Bando alle ciance comunque, l'incontro è a KANDERSTEG!!! Per chi conosce un poco di scautismo, sà che Kandersteg in Svizzera è uno dei templi mondiali del movimento: Costruito nel 1920 nel cuore delle alpi, è praticamente un Jamboree permanente che riunisce ogni anno gruppi provenienti da tutto il mondo, compresi anche i volontari che lavorano ogni giorno al centro: una figata insomma...
L'incontro è andato bene: abbiamo fatto il punto sui prossimi mesi e al tempo stesso abbiamo condiviso gli obiettivi della nostra azione, mi ha fatto anche piacere vedere che il gruppo si allarga e che sempre più persone vengono coinvolte. La sera siamo andati a mangiare la Fondue nel ristorante dietro il centro e la domenica (siccome siamo bravi!) avendo finito il lavoro, siamo andati a farci una passeggiata sui percorsi che dal centro arrivano sulle Alpi... Le foto potete vederle su Facebook, molte di quelle sono con due grandi amici, Yakko e Johan, che hanno condiviso con me tanti pensieri durante quella lunga camminata spersi tra la neve e le montagne! Comunque io ho preso informazioni per portarci il gruppo di Bari, non sarà facile ma spero di riuscirvi a raccontare di nuovo di Kandersteg!

11/06/2007

Ciao Enzo...

Oggi se ne è andato un grande giornalista....credo che il migliore modo per ricordarlo sia ricondare uno dei suoi ultimi messaggi...un messaggio che parla ai cuori di tutti noi....

"Quella del 25 aprile per gli italiani è una data che è parte ormai essenziale della loro storia: hanno acquistato il diritto alla parola. Mi permetto solo di dirvi che non è storia passata: anche oggi c'è sempre da resistere a qualcosa, a promesse, a tentazioni, a corse al potere. La Resistenza non è mai finita: per tanti italiani il mese ha una settimana in più. Per alcuni, poi, di Italie ce ne sono due o tre, non solo il nord e il sud ma anche quella di chi è troppo ricco e di chi è troppo povero. Ma per noi di Italia ce n'è una sola: questa".
Enzo Biagi

11/05/2007

Esordioooo!!!

Dopo molto tempo, quasi sette mesi di allenamento, un po' di sfiga e tanti placcaggi è arrivato finalmente il momento dell'esordio di SKARPARIELLO!
La partita era AS Bari-Catanzaro e a 10 minuti dalla fine....sono ENTRATO!
In verità poi dovevo entrare da tallonatore, ma a causa di alcuni disguidi tecnici sono dovuto entrare come TERZA LINEA destra, anche detto FLANKER! Non è proprio il mio ruolo...ma ke figata comunque! I 10 minuti sono poi filati via lisci, la partita non è stata bellissima ma abbiamo comunque vinto 60-0! Spero sia la prima di una lunga serie di partite e Domenica prossima ci aspetta il Monopoli in casa!

11/02/2007

Legge & Ordine...


Stavo oggi leggendo sulla grande tragedia per la morte della donna aggredita e ammazzata da un giovane rumeno a Roma, in una delle zone più degradate della città. Sono rimasto molto colpito dal riserbo e dal dolore composto che ha tenuto la famiglia in questo difficilissimo momento. Come al solito la stessa compostezza non l'hanno mostrata nè governo che ha giocato di anticipo sulle paure della gente per non lasciare il pallino del gioco alla destra, nè le destre per cui non pareva vero poter riprendere la "caccia all'immigrato". Prodotto di tutto questo un decreto (peraltro dalla dubbia costituzionalità) che prevede il potere di espulsione dei prefetti esteso anche ai cittadini COMUNITARI (ai sensi dei trattati CE dotati di libertà di circolazione all'interno della Comunità). Andiamo però con ordine e cerchiamo di distinguere diversi piani: Punire chi si è reso colpevole di questo atroce gesto è un dovere, stupido perchè inefficace è invece dare in pasto all'opinione pubblica decreti "show" che servono solo a dare soddisfazione al senso di vendetta collettivo che serpeggia nell'opinione pubblica in seguito a fatti di questo tipo. Non serve perchè non aggredisce costruttivamente i problemi che riguardano i temi dell'integrazione, non crea una strategia coerente e al tempo stesso accresce, invece di ricomporre, il senso di distanza e di esclusione che si crea tra diverse comunità. Su Repubblica.it leggevo una considerazione terribile:Un ROM con un lavoro onesto e una famiglia da 5 anni in italia diceva "ora per uno pagheremo tutti" e forse alla fine sarà veramente così... perchè invece di occuparsi di migliorare la situazione nei campi ROM, di fornire educazione e rompere il circolo miseria-microcriminalità-pregiudizio, ci accontentiamo dei forconi e delle mazze per cacciare il romeno che "ha valori diversi dai nostri" che "rubano, sono sporchi" e "che mente e ammazza le nostre mogli". Più o meno quello che dicevano ai nostriemigranti quando emigravano al nord e la gente si rifiutava di affitargli una casa perchè "terroni".
Un ultimo cenno al Compagno Veltroni che ha scelto l'occasione giusta per dimostrare quanto il PD ci tiene ai valori della sicurezza e di come si deve comportare su questo campo una sinistra "moderna"....Complimenti!

10/28/2007

...80 minuti dalla panca....

Giusto per informarvi (nel caso che qualcuno fosse interessato..) che sono andato molto vicino all'esordio! Sarà per la prossima volta (anche se non so quando visto che Novembre è un mese per me verameeente malefico!). Cmq la rugby bari ha vinto contro l'AS Taranto 20 a 3, conquistando anche il bonus delle 4 mete....
Comunque lo stadio della Vittoria (stadio che ci ospita) è veramente fantastico, come anche giocare sull'erba invece del semi cemento del campo dove ci alleniamo!
Vi terrò informati!

10/20/2007

Quelli del 20 Ottobre....


ciao a tutti,
I panini sono pronti e domani alle 6 si parte per Roma. Di manifestazioni io nella mia vita ne ho fatte tante, avanti e dietro uno striscione... ma il piacere che sto provando a scendere in piazza domenica, poche volte l'ho provato.
Sono felice perchè è l'occasione per ricordare a me stesso perchè io faccio politica e sopratutto per chi la faccio:Per me e per chi come me in questo paese si trova al centro dei problemi, ma alla periferia delle decisioni. Si manifesterà anche alla faccia di chi ci voleva convincere che PARTECIPARE significasse per forza "assassinare" un governo "amico". Mi dispiace ma questa non la bevo: Dietro a questa manifestazione c'è molto di più della sinistra radicale o massimalista (come ci volevano far credere i giornali). Dietro allo striscione il 20 sfilerà una base sociale ed un paese, una soggettività importante e dei bisogni che sono stati troppo a lungo dimenticati. Io sfilo per questo, per ritrovare quella dimensione che a volte mi rendo conto di perdere. Voglio ancora una volta stare con i Compagni e ricordarmi che la politica è fatta di sogni, di radicalità e di bisogni. Di lavoratori e studenti incazzati...e che il mio impegnoe le mie idee non si fermano al Portone di Via del traforo 146....
A tutti buona manifestazione!

Il manifesto del 20 Ottobre....

Questo appello è stato pubblicato contemporaneamente dal manifesto, da Liberazione e da Carta.

L’attuale governo non ha ancora dato risposte ai problemi fondamentali che abbiamo di fronte, per i quali la maggioranza degli italiani ha condannato Berlusconi votando per il centrosinistra. Serve una svolta, un’iniziativa di sinistra che rilanci la partecipazione popolare e conquisti i punti più avanzati del programma dell’Unione, per evitare che si apra un solco tra la rappresentanza politica, il governo Prodi e chi lo ha eletto.

Occorre fare della lotta alla precarietà e per una cittadinanza piena di tutte e di tutti la nostra bussola.

Noi vediamo sette grandi questioni. Quella del lavoro: cioè della sua dignità e sicurezza, con salari e pensioni più giusti, cancellando davvero lo scalone di Maroni e lo sfruttamento delle forme “atipiche”, e con la salvaguardia del contratto nazionale come primario patto di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori. Quella sociale: cioè il riequilibrio della ricchezza e la conquista del diritto al reddito e all’abitare. Quella dei diritti civili e della laicità dello Stato: fine delle discriminazioni contro gay, lesbiche e trans, leggi sulle unioni civili, misure che intacchino il potere del patriarcato. Vogliamo anche che siano cancellate leggi contro la libertà, come quella sul carcere per gli spinelli. Quindi, la cittadinanza: pienezza di diritti per i migranti, rapida approvazione della legge di superamento della Bossi-Fini, chiusura dei Cpt. La pace: taglio delle spese militari, non vogliamo la base a Vicenza, vogliamo vedere una via d’uscita dall’Afghanistan, vogliamo che l’Italia si opponga allo scudo stellare.

L’ambiente ha tanti risvolti, dalla pubblicizzazione dell’acqua alla definizione di nuove basi dello sviluppo, fondate sulla tutela e il rispetto per l’habitat, il territorio e le comunità locali. Per questo ipotesi come la Tav in Val di Susa vanno affrontate con questo paradigma.
La legalità democratica: lotta alla mafia e alle sue connessioni con la politica e l’economia. Nessuna di queste richieste è irrealistica o resa impossibile da vincoli esterni alla volontà della maggioranza. Il fallimento delle politiche di guerra dell’amministrazione Bush si sta consumando anche negli Stati uniti, i vincoli di Maastricht e della banca centrale europea sono contestati da importanti paesi europei, l’andamento dei bilanci pubblici permette scelte sociali più coraggiose. Ma siamo consapevoli che per affrontare tutto questo occorre che la politica debba essere politica di donne e di uomini - non solo questione maschile - e torni ad essere partecipazione, protagonismo, iniziativa collettiva.

Per questo proponiamo di ritrovarci a Roma il prossimo 20 ottobre per una grande manifestazione nazionale: forze politiche e sociali, movimenti, associazioni, singoli. Chiunque si riconosca nell’urgenza di partecipare, per ricostruire un protagonismo della sinistra e ridare fiducia alla parte finora più sacrificata del paese.

Gianfranco Bettin, Lisa Clark, Tonio Dell’Olio, Antonio Ferrentino, Luciano Gallino, Pietro Ingrao, Aurelio Mancuso, Lea Melandri, Bianca Pomeranzi, Gabriele Polo, Rossana Praitano, Rossana Rossanda, Marco Revelli, Piero Sansonetti, Pierluigi Sullo, Aldo Tortorella, Nicola Tranfaglia.

10/19/2007

Che belli eh?


Questa foto ha oramai un paio d'anni, ma sono riuscito a recuperarla solo ora...
Grazie ad Antonella che ci ha dimostrato che anche essere un po' clown ci aiuta ad essere uomini (e capi!) un po' migliori!

10/09/2007

L'ONU dei Giovani

Eccoci tutti di ritorno dalla Marcia della Pace e dall'ONU dei giovani...
Sapete ormai che a me piace affrontare un argomento per volta... quindi iniziamo dall'ONU dei Giovani, di cui ero uno dei responsabili per il CNGEI insieme a Simone (referente pace) e Annarita (della COCON di branca R). L'ONU dei giovani si è tenuto a Terni dal 5 al 6 Ottobre, una delle poche occasioni in Italia per giovani ed associazioni provenienti dai più disparati backgrounds, di incontrarsi e discutere insieme di proposte concrete sul tema della pace e della nonviolenza. Molte volte la marcia è stata tacciata di essere un incontro privo di una reale progettualità e di contenuti "forti". Questo incontro, insieme all'ONU dei popoli è servito a creare questa progettualità, partendo dal basso, dai giovani, dalle loro associazioni, mettendo tutto questo in rete e cercando possibili pratiche condivise. è Stato anche un'evento a cui hanno partecipato ONG e delegati provenienti da Africa, America Latina e Medio Oriente, perchè un altro mondo possibile parte solo da una reale collaborazione con chi sul territorio si impegna per lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato.
E Gli scout verdi? bè con molta fatica, a questo appuntamento noi c'eravamo. Non è stato semplice, perchè l'associazione sul tema della pace, sul senso profondo di mettere questa ricerca al centro della nostra proposta educativa e sull'opportunità di confrontarsi con altre realtà, deve ancora fare molta strada.
Continuo ad essere convinto che ci sia un legame indissolubile tra scautismo e pace, perchè noi siamo un tassello di quel mondo migliore che ogniuno ha il dovere di costruire giorno per giorno. Costruire questa consapevolezza nei ragazzi, nei nostri capi (e mi permetto di dire anche dirigenti) è fondamentale ed essere a Terni, sbattersi per fare in modo che i ragazzi e tutta l'associazione fosse presente, aveva proprio questa funzione...
Dei nostri alla fine c'erano 13 di noi, tra cui anche Cristian, un rover della mia Sezione che ha avuto il coraggio e la voglia di credere in questa cosa, insieme ad Alice (Livorno), e ai mitici rovers di Napoli ed il loro CC Irene. I ragazzi sono stati bravissimi, sono ultragasati ed i più grandi metteranno a frutto la loro esperienza impegnandosi nel Gruppo pace del CNGEI...
infine tanti auguri al neonato gruppo pace tutto il meglio, perchè le sfide sono tante ma alla fine chi la dura la vince...e se ci continuiamo a credere, convinti che la pace sia scautismo puro 100%, noi le vinceremo tutte le sfide!

10/02/2007

Cosa fare per i birmani? Boicotta Total

La compagnia petrolifera francese Total è il più importante gruppo europeo che ha continuato e continua a fare affari con la giunta militare birmana, anche dopo le sanguinose repressioni del 1988 e dei giorni scorsi, né i suoi dirigenti mostrano la minima intenzione di cambiare atteggiamento. Gli automobilisti italiani che non condividono questo comportamento possono fare lo “sciopero della pompa” astenendosi dal fare il pieno ai distributori Total in Italia. Chi non possiede un’automobile può comunque esprimere il suo dissenso all’azienda visitando il sito della Total Italia: http://www.totalitalia.it

Da repubblica.it
Federico Rampini

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